domenica, 11 settembre 2005 ¦ Permalink
categoria : terrorismo, stati uniti

“Tesoro, ti amo. Prenditi cura dei bambini”. Dal 103° piano di una delle Torri, così parlava il marito di Patty sapendo di morire.

Molti hanno telefonato in quell'apocalisse alla propria moglie, ai propri cari, dicendo che li volevano bene e li amavano. Molti, come il marito di Patty, parlavano con calma, ponderando le parole, mentre dicevano quelle frasi. Questa è la differenza tra i seminatori di odio e le vittime dell'11 settembre.

Padre Alfonso Aguilar, uno dei cappellani della Croce Rossa di N.Y., in una intervista, dice che l'11 settembre,  ci ha dimostrato che l’amore è capace di trascendere ogni dolore, anche la separazione fisica provocata da un brutale attentato. Tra le centinaia di messaggi che i familiari delle vittime hanno scritto su un pannello di legno improvvisato a Ground Zero, ad attirare la mia attenzione è stato in particolare uno scritto da una bambina in un inglese povero, scorretto, ma pieno di emozione. Diceva: “Caro papà, mi manchi tanto ed è molto difficile non averti vicino. Io so che in cielo ci sono tutti gli eroi. Per questo ho perso il mio eroe, il mio cuore, il mio papà. Ti voglio tanto bene! Con amore, la tua bambina”.