Alle radici dell’antisemitismo: indagine del Rabbino Capo di Roma, che si convertì al cristianesimo. Ripubblicato un libro scritto da Eugenio Zolli nel settembre del 1945.
Israel Zoller, che fu rabbino capo di Roma, era un biblista insigne e un uomo coltissimo. Si convertì al Cristianesimo e prese il nome di Eugenio. Il 23 luglio 1945, cinque mesi dopo il battesimo, Eugenio Zolli finì di scrivere un volume su cui lavorava da anni. Quel volume, che si intitola “Antisemitismo”, e che è stato ora ripubblicato dalle Edizioni San Paolo (320 pagine, 19 Euro), è un’appassionata disamina che mette a nudo le radici profonde dell’odio e delle persecuzioni antiebraiche nel corso della storia.
Alberto Latorre, curatore delle opere di Zolli, in una intervista a Zenit parla del libro. Zolli, dice Latorre, sostiene che l'odio razziale contro gli Ebrei ha un fondamento religioso: "Sono dunque inizialmente i caratteri propri della religione ebraica (in particolare il monoteismo, la profonda adesione etica e nomistica, l'avversione ai misteri), che stanno alla base dell'insorgere dell'antisemitismo. L'ebraismo, permeando l'intera vita del fedele ebreo, segna in maniera netta e contrastante la differenza con gli altri popoli in quelli che sono gli orientamenti politici, economici e culturali".
Aggiunge il curatore che "Zolli rileva come nell'antichità l'attaccamento a Dio da parte degli Ebrei causasse una serie di comportamenti sociali differenti rispetto agli altri popoli. La mancata adorazione di altre divinità nel Tempio, il netto rifiuto all'esposizione dell'effige dell'imperatore in sinagoga, il rispetto del riposo sabbatico, ad esempio, erano tutti fattori che determinavano, in vari modi e a vari livelli, come conseguenza una serie di comportamenti economici e politici profondamente diversi rispetto al costume del tempo".
Latorre spiega che l'ondata di antisemitismo che Zolli ha vissuto sulla sua pelle lo sollecitò a svolgere indagini atte a spiegare alcuni fenomeni di intolleranza. Per venire all'antisemitismo di stampo nazista il curatore sostiene che "fondamentalmente egli ritiene che alcune dottrine filosofiche idealistiche (con particolare riferimento a Hegel, Fichte e Nietzsche) abbiano fondato le basi teoretiche a una concezione monistica della società, interpretando visioni evolutive alla luce del monismo biologico".
Il libro ha un valore molto rilevante nelle opere di Zolli, che nell'ambito della storia dell'antisemitismo. Zolli decide di pubblicare un testo sull'antisemitismo e quindi in difesa degli Ebrei a pochi mesi dalla sua adesione al cristianesimo, privilegiando perciò in primo luogo la difesa del suo popolo alle ragioni della sua adesione al cristianesimo; il testo “Christus” – autobiografia delle ragioni che lo condussero al battesimo – è infatti seppur di poco successivo. Dal punto di vista culturale, infine, non si può fare a meno di osservare come tale opera abbia saputo interpretare le violenze di quegli anni alla luce di un processo molto più ampio.