Il monopolio dell'educazione lo vogliono i regimi totalitari e i loro eredi progressisti. Da anni la scuola statale è un feudo rosso, chi canta fuori del coro rischia l'ostracismo. Ne è la riprova quanto capitato alla professoressa Angela Pellicciari nel liceo Lucrezio Caro di Roma. La professoressa, che è uno storico di vaglia e non si accontenta del nozionismo, organizza dei gruppi di studio sul totalitarismo nazionalsocialista. Tra le fonti storiche da esaminare tre fotocopie (leggasi tre) delle "Conversazioni Segrete" di Hitler raccolte da Martin Bormann.
Ebbene le tre fotocopie (leggasi tre) da parte di alcuni genitori che protestano diventano un libro, che è imposto da leggere. Scatta la caccia alla strega. Il preside, che non deve essere una cima, fa un comunicato all'Ansa che il libro verrà tolto dalle mani degli studenti.
Tra l'altro la professoressa è una matura signora, conosciuta per i suoi studi sul Risorgimento, non una pericolosa estremista, ma una collaboratrice di Radio Maria. Gli studenti si sono dimostrati più intelligenti dei loro genitori e del preside. Hanno dichiarato: "La nostra professoressa non è un mostro: non è razzista e non ha mai fatto apologia del fascismo” hanno scritto gli studenti. “Abbiamo avuto conferma diretta di trovarci di fronte ad una persona che accetta idee diverse e contrastanti con il suo pensiero e che accetta critiche motivate e argomentate".
Come scrivono gli amici del Meeting di Rimini: "Forse il problema non è la professoressa, forse il problema non sono tre fotocopie delle “Conversazioni” di Hitler, forse il problema è della scuola italiana e dell’educazione che offre. Educazione e non indottrinamento di nozioni. Cultura e non prodotti. Educatori e non manager. Docenti e non animatori dell’apprendimento". Come al contrario succede.
Scene di caccia alla strega cattolica del Lucrezio Caro, Nicoletta Tiliacos, Il Foglio, 14 febbraio; Il peccato grave della professoressa Pellicciari e di credere ancora alla libertà d'educazione, Giorgio Israel, Il Foglio, 16 febbraio; In storia non esistono documenti intoccabili, Francesco Agnoli, Avvenire, 15 febbraio 2006; A scuola con Hitler, Marx e Pio Xi, Valerio Fioravanti, L'Opinione, 15 febbraio 2006; Nessuna apologia di fascismo dalla nostra insegnante, Stefania Scarpa, Il Giornale 11 febbraio 2006; Perchè quei genitori sbagliano a contestare la professoressa di storia, Pierluigi Battista, Corriere della Sera, 13 febbraio 2006;