Una dottoressa africana spiega perchè la soluzione dell'AIDS non è più preservativi, ma cambiare la condotta sessuale, lottare contro la povertà e migliorare lo stato delle donne.
Attorno al 1990 in Uganda il tasso percentuale di AIDS si calcola che arrivò a toccare il 20% della popolazione. Adesso è tra il 6% e il 7% e l'Uganda si è trasformato in un modello per gli altri paesi africani.
Angelina Kakooza-Mwesige, pediatra dell'ospedale Mulago, il più grande del Paese, racconta in un'intervista concessa a Carolyn Moynihan ("MercatorNet", 18-04-2006) che cosa è successo in Uganda. La sua esperienza è che la soluzione non è più preservativi, ma cambiamento nella condotta sessuale, la lotta contro la povertà e il miglioramento dello stato delle donne.
La dimostrazione che le unioni omosessuali aprono alla poligamia si ha leggendo quanto operano coloro che si autodenominano attivisti per i diritti civili.
Nel 2003 la Corte Suprema degli Stati Uniti è intervenuta contro il Texas per il divieto di sodomìa che vigeva in quello Stato. Nel caso Lawrence vs Texas, la Corte emesse un verdetto di 6 a 3 per l'abolizione di questa legge. Un senatore americano, Rick Santorum, si espresse dicendo che la decisione della Corte Suprema sarebbe stata utilizzata per legittimare qualsiasi pratica sessuale che non fosse quella del matrimonio. La predizione del senatore ci ha messo poco ad avverarsi.
Da quel momento l'attenzione della nazione si è concentrata sui cosiddetti matrimoni omosessuali. Informa CNSNews.com che dopo solo sei mesi dalla decisione sul caso Lawrence, tre membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni chiesero una licenza matrimoniale al comune di Salt Lake City, nell'Utah. L'uomo, G. Lee Cook, nella richiesta scrisse che era già sposato con una donna, ma che voleva legalizzare l'unione anche con una seconda moglie.
Naturalmente, il comune rifiutò la richiesta e restituì la tassa pagata. Il trio, per risposta, denunciò il fatto sostenendo che erano stati violati i loro diritti costituzionali, la loro libertà religiosa, la loro privacy.
Brian Bernard, avvocato di Cook, la moglie di questi e quella che sarebbe stata la seconda moglie, hanno affermato che la base della loro difesa legale contro le leggi anti-poligamia dell'Utah era la decisione della Corte Suprema nel caso Lawrence vs. Texas.
Ragionamento chiave della sentenza, infatti, era "non si può vietare un rapporto sessuale fra adulti consenzienti". Proprio a questo ragionamento si attaccano i fautori della poligamia, chiedendosi perchè gli omosessuali si e noi no?
Il caso, Brownson vs. Swensen, dovrebbe essere discusso quest'anno. Attualmente non sono ancora tante queste sfide alle leggi anti-poligamìa, ma potrebbero aumentare drammaticamente. Si valuta che sono cira 50.000 le famiglie poligamiche negli USA, compresi Laotiani in Minnesota e i Mormoni in Arizona e Utah.
La poligamìa, inoltre, è sostenuta in linea di principio da varie organizzazioni, che vanno dalle ACLU (l'organizzazione americana per le libertà civili, che tra l'altro vuole abolire tutte le feste religiose cristiane) a TruthBearer.org website (che rappresenterebbe gruppi cristiani che si appoggiano sulla Bibbia per sostenere la poligamìa). Sostengono queste organizzazioni che la poligamìa è la prossima battaglia per i diritti civili. Ovviamente, vedono come il fumo negli occhi la Chiesa Cattolica e affermano che il matrimonio è una sua invenzione medievale.
Due mesi prima della decisione della Corte Suprema, nel 2003, il senatore Santorum dichiarò all'Associated Press: "Se la Corte Suprema afferma il diritto all'unione omossessuale fra adulti consenzienti, allora si ha il diritto alla bigamìa, il diritto alla poligamìa, il diritto all'incesto, il diritto all'adulterio".I fautori delle unioni omosessuali snobbarono le dichiarazioni del senatore, che denunciava che questo era come un pendìo scivoloso che avrebbe portato alla poligamìa.
L'avvocato Barnard ha aggiunto un diverso punto di vista:" Una unione poligamica è più vicina ad una famiglia tradizionale, che quella di un'unione omosessuale, perchè ci sono due generi opposti che hanno la possibilità di procreare bambini".
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Crescono i movimenti per il riconoscimento legale della poligamia
Dopo l'equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio passando un tratto di penna sul termine "uomo" e "donna", e il nuovo certificato di nascita spagnolo dove sarà vietato usare il termine "padre" e "madre" per usare quello di "Progenitore A" e "Progenitore B" (per consentire l'adozione di bambini alle coppie omosessuali), uno si potrebbe chiedere qual'è il prossimo passo?
Newsweek, una delle riviste più lette degli Stati Uniti, risponde alla domanda con un articolo sul crescente movimento per il riconoscimento legale della poligamìa. L'argomento, in sostanza, è questo:
Se qualcuno può avere due mamme, dovrebbe poter avere anche due mamme e un papà.
Sapete che c'è? L'argomento è logicamente corretto. Perchè se lo stato non può limitare il matrimonio solo a chi ha sesso diverso, perchè ne deve limitare il numero? Anzi perchè limitarsi a una specie animale?
Toccare il matrimonio come unione tra uomo e donna significa avviarsi su un piano inclinato, che fa derivare tutta una serie di conseguenze, per cui ci si avvia verso il precipizio.
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(Kattoliko Pensiero- LifeSite.net) In una intervista ad una radio Russa, Ramzan Kadyrov, capo della milizia e vice primo ministro della Cecenia, ha detto che lo spopolamento del paese a causa della guerra giustifica la legalizzazione della poligamia. "La poligamia si è resa necessaria per la Cecenia a causa della guerra. Abbiamo più donne che uomini", Kadyrov lo ha detto alla radio Ekho Moskvi.
In risposta alla proposta, il leader nazionalista russo e presidente della Duma Vladimir Zhirinovsky ha detto che "l'idea è assolutamente giusta" ed ha proposto di estenderla per tutta la Russia. "Dobbiamo accogliere questa idea e diffonderla per tutta la Russia perchè abbiamo 10 milioni di donne sole", ha dichiarato. Ha aggiunto anche che bisognerebbe "registrare le seconde e le terze nozze senza dissolvere la prima unione. Certamente introdurremo una correzione al diritto di famiglia e alla costituzione Russa in primavera".
Molti commentatori hanno lanciato l'allarme sugli effetti per le donne della islamizzazione dell'Europa. Già in qualche nazione europea, le tradizionali protezioni legislative per le donne e la famiglia corrono pericoli per la domanda di crescenti gruppi di musulmani di adottare aspetti della legge islamica, compresa la poligamia. Nel novembre 2005 l'Ufficio Immigrazione della Norvegia aveva rivelato che la poligamia era in crescita nel Paese. Rapporti simili sono venuti da Francia e Olanda.
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In questi giorni segnati dalle violenze urbane, diversi intellettuali e responsabili politici francesi hanno sollevato il velo su una realtà scomoda, quella della poligamia, che in Francia è ufficialmente bandita dal 1993, ma che di fatto è ampiamente tollerata.
(Acquaviva2000)- Il dibattito si è scatenato quando Gérard Larcher, ministro delegato all'occupazione, ha dichiarato al quotidiano britannico Financial Times che la poligamia è "una delle cause" delle violenze urbane. Bernard Accoyer presidente del gruppo parlamentare UMP ha rincarato la dose affermando: "la poligamia è la negazione dei diritti della persona, dei diritti della donna. E', inoltre, l'incapacità di apportare l'educazione necessaria in una società organizzata."
Secondo le stime di Isabelle Faye, del Gruppo per l'abolizione delle mutilazioni sessuali (Gams), in Francia ci sarebbero circa 30mila stranieri poligami e il fenomeno coinvolgerebbe un totale di circa 300mila persone. Dal 1993 le famiglie poligame non possono più coabitare, pena il ritiro del permesso di soggiorno. Molte di queste famiglie hanno continuato a vivere la poligamia clandestinamente, altre hanno scelto un "divorzio" di facciata che ha costretto molte seconde e terze mogli ad allontanarsi dal marito per andare a coabitare insieme ai numerosi figli negli alloggi delle periferie più degradate. Si stima che la "decoabitazione", sotto forma di alloggi, sussidi e aiuti speciali alle madri in difficoltà, costi alla collettività francese una cifra tra i 150 e i 300 milioni di euro all'anno. Si spiega così, forse, la mancanza di volontà politica nell' imporre la separazione delle famiglie poligame. Di fatto il Ministero dell'Interno in questi anni non ha mai ritirato alcun permesso di soggiorno.
Secondo un' inchiesta del Ministero della Famiglia precedente i fatti di violenza avvenuti in quest'ultimo mese, i figli delle famiglie poligame, allevati nella promiscuità e talvolta nella rivalità tra le mogli, hanno il più alto tasso di delinquenza minorile. I figli degli immigrati sub-sahariani, in particolare, accumulano i criteri che favoriscono l'entrata nella delinquenza: sono figli di famiglie povere, hanno facilmente problemi scolastici e vivono principalmente nella strada perché i loro alloggi sono sovrappopolati. Le donne africane hanno conservato le abitudini del paese di origine e sono spesso madri di cinque o sei figli. Nelle famiglie poligame si contano in media 10 o 12 persone.
« Per mancanza di spazio negli appartamenti, ci sono delle vere e proprie bande di adolescenti che gironzolano fino a tardi nelle strade e commettono atti di delinquenza », conferma Isabelle Gillette-Faye, la presidente del Groupement pour l’abolition des mutilations sexuelles (Gams). «Con la scusa che in Africa è il villaggio tutto intero che alleva i figli, i genitori non li sorvegliano», commenta un poliziotto della brigata dei minori della Saint-Denis.
Lasciati a sé stessi, senza soldi, alcuni cominciano «dai 12 ai 13 anni» a rubare, approfittando di essere in banda per impressionare la loro vittime. "Le madri vivono delle situazioni difficili, spesso sono state costrette al matrimonio, ed è dentro casa che questi ragazzi, come gli altri, apprendono la violenza", aggiunge la dottoressa Emmanuelle Piet, medico del dipartimento di Seine-Saint Denis.
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Un cattedratico spagnolo tale Vives Anton (coordinatore del libro “Derecho Penal II. Parte Especial”, uno dei testi più utilizzati dagli studenti di diritto spagnoli), non è d'accordo che la bigamia sia un delitto. Molti maschi da giovani lo hanno sognato, lui lo insegna. In questo libro, per la bigamia, si dice che non è chiaro chi è il soggetto passivo, cioè il danneggiato, nè il bene giuridico protetto, sopratutto se c'è il consenso di tutte le parti.
Il professore si situa nella corrente dominante del progressismo zapaterista, e che condivide da noi gran parte della sinistra e i soliti radicali: non è che non esistano verità assolute, nemmeno i fatti esistono! Per esempio: qual'è il bene giuridico protetto? Uno penserebbe il matrimonio e invece no. Il matrimonio sembra che non esista e se esiste non è un bene proteggibile. L'unica cosa che esiste è la libera volontà delle parti, che ha il rischio di essere confusa con il desiderio delle parti.
Non solamente questo, gli accademici del libro dicono che se la bigamia continua ad essere delitto è per una concezione puritana del diritto. Questa concezione soddisfa quelli che credono che il diritto è un insieme di norme per sanzionare delle condotte. Così l'aggettivo puritana fa guaganare a questi signori il titolo di progressista a marce forzate.
Uno pensava che i codici di diritto penale servissero per sanzionare comportamenti dolosi, ma adesso risulta che l'unica condotta dolosa che esiste è costringere qualcuno a fare qualcosa. Quello che importa è la libertà, non i fatti o i principi. Il principio suona bene. Ma mezzo secondo dopo sorgono dubbi: se l'unico delitto è la coazione, non starà commettendo un reato chi mi obbliga a pagare le tasse? E a osservare le norme della circolazione stradale? E a rispettare la vita altrui? E a lavorare tutti i giorni della settimana? E a guadagnare una certa quantità quando io voglio guadagnare il doppio? E a vivere? E a morire?
Il pericolo non è che apprendano queste cose aspiranti giuristi, nè che vengano puniti se non apprendono bene questa eccentrica concezione del diritto, il pericolo più grande è che se qualcosa del genere sta scritto in un libro di testo, il più politicamente corretto che esista in Spagna, significa che questo è stato accettato da una parte della società. Che cosa è politicamente corretto? Ma quello che sta scritto nei libri di testo! Ossia che siamo diventati una società di pazzi.
Chesterton diceva che "il matrimonio è un duello a morte che nessun uomo d'onore deve rifiutare". Ma lui non era così moderno come il prof. Vives Anton, e sicuramente gli sarebbe sembrato eccessivo impegnarsi con due spose. Quando si diceva che le unioni omosessuali attentavano l'istituo matrimoniale, e che anzi aprivano alla poligamia (e perchè no, alla zoofilia) ci dicevano "Esagerati!". Ecco le conseguenze del principio. Sposati monogami quanto siete antiquati.
(debitore a Eulogio Lopez, direttore di Hispanidad)
Non è un caso singolo, ma un fenomeno registrato dalla Direzione dell'Immigrazione della Norvegia (UID). In un rapporto l'UID ha detto che si sono incrementate le unioni di uomini con più mogli. La ragione sembra essere che, gli uomini sposati in Norvegia e che lavorano in Paesi dove la poligamia è legale quando vi si recano poi aggiungono un'altra moglie. Il governo sembra che debba ricorrere a una nuova legge sul matrimonio per impedire la bigamia o la poligamia. Essa impedirà di portare la seconda moglie in Norvegia.
Fonte: AftenPosten
In alcuni Paesi i difensori del matrimonio e della famiglia sono stati presi in giro per aver affermato che il riconoscimento e l'equiparazione delle unioni omosessuali tra le altre conseguenze apre alla poligamia. L'Olanda prova che l'allarme è giustificato.
La "terza via" al matrimonio è stata concessa a un uomo olandese e due donne dal governo. Victor de Bruijn di 46 anni, di Rosendaal, e sua moglie Bianca di 31 anni, hanno avuto un "contratto di co-abitazione" con Mirjam Geven, che ha lasciato il suo matrimonio per la "nuova sistemazione".
L'uomo dice che è tutto giustificato perchè non c'è gelosia e poi entrambe le donne sono bisessuali: Ha aggiunto che se fossero state entrambi etero sarebbe stato più difficile. Il permesso è stato dato dal governo dopo la registrazione da un notaio di questa particolare unione.
Sembra uno scherzo ma è successo. Infatti, è solo un passo logico. Se la differenza tra un'amicizia e un matrimonio è solo l'esercizio del sesso e si dice che bisogna porre fine alla discriminazione sull'orientamento sessuale nel matrimonio, qualcuno può obiettare che allora si deve porre fine alle discriminazioni sulle credenze religiose nel matrimonio. Comprese quelle che permettono la poligamia.
Fonte: Life Site